India, Delhi: racconto di viaggio di Marino

Delhi

Delhi

Piena di contraddizioni come tutte le metropoli del mondo – Delhi conta circa 15 milioni di abitanti – e ricca di forti contrasti, come tutta l’India. La città è cambiata moltissimo dalla mia prima visita, quasi 20 anni fa. In quei giorni l’impatto con la città fu uno schiaffo violento: è un’esperienza che l’India può riservarti, sconvolgendoti. Anche se, magari, pensavi di esserci preparato.

Oggi incombono alla periferia della città ciclopici complessi residenziali, le auto corrono lungo le nuove autostrade e gli spaziosi raccordi, ma in ogni altra parte di Delhi – esclusi i quartieri delle ambasciate e la zona del parlamento – regna il caos di sempre. La modernissima metropolitana permette di arrivare in breve tempo in luoghi un tempo irraggiungibili  con le normali percorrenze indiane.

Il primo giorno di permanenza è stato intenso e interessante grazie alla presenza della nostra guida Laleh, competente e preparata. Abbiamo visitato il Qutb Minar, la tomba di Humayun, e il monumento alla memoria di Gandhi.

Torre della Vittoria

Torre della Vittoria

Il Qutb Minar è un complesso grandioso: edifici, luoghi di culto e monumenti celebrativi risalenti al periodo della dominazione musulmana. L’imponente Torre della Vittoria e gli altri monumenti sono stati realizzati utilizzando il materiale proveniente da antichi templi indù preesistenti: così troviamo iscrizioni sacre, figure con simbologia induista, mescolate alla stile tipico dell’islam. La Torre si staglia nel cielo azzurro con i suoi 73 metri: divisa in 5 piani, ogni blocco presenta decorazioni geometriche diverse e asimmetriche. Nel complesso è straordinaria la presenza della colonna di ferro alta 7 metri. Ha circa 2000 anni e proviene da un tempo dedicato a Visnu: la sua purezza è ancora oggi un mistero – nessun segno di ruggine – così come misteriosa è l’iscrizione ben visibile.

tomba di Humayun

tomba di Humayun

Dopo aver sostato un po’ all’ombra sotto le piante del Qutb, ci siamo diretti verso la tomba di Humayun. Anche in questo caso siamo di fronte ad una testimonianza dell’architettura moghul. Il Regno Moghul, caratterizzato da una grande tolleranza religiosa, si sviluppò in India, Pakistan e Bangladesh, dal XVI al XVII secolo, grazie al suo fondatore Babur, discendente di Tamerlano. L’architettura moghul si distingue per la mescolanza di elementi provenienti dalle tradizioni islamiche con quelle locali.

Il complesso religioso di Humayun è stato realizzato nella metà del XVI secolo da Haji Begun. In questo caso è la moglie dell’imperatore che costruisce il mausoleo per accogliere le spoglie del marito, l’imperatore moghul Humayun. Straordinaria la combinazione del marmo bianco con l’arenaria rossa, 12 ettari di giardini all’italiana, moschee, tombe, luoghi di culto.

monumento-alla-memoria-gandhi

monumento in memoria del Mahatma Gandhi

Completiamo il nostro giro in serata presso uno dei luoghi simbolo dell’India moderna, il monumento in memoria del Mahatma. Prima di esalare l’ultimo respiro Gandhi pronunciò per tre volte le due parole “Oh Dio” e cosi su ogni lato della pietra in marmo nero troviamo l’inscrizione delle parole in indù. Siamo in prossimità del sacro fiume Yamuna ed è da qui che iniziarono ad essere disperse le cenere di Gandhi, per poi giungere, in base alle sue volontà, in ogni parte dell’India.

 

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