FESTIVAL TRIBALE WAMENA

IRIAN JAYA & WEST PAPUA

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Oceania

Descrizione

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€ 5.700,00 / a Persona

Viaggio nella valle del baliem in occasione del Festival
tribale di Wamena.
Scopriremo come vivono i Dani, i Korova il popolo delle case sugli alberi e i Asmat ex cacciatori di teste.

IL PROGRAMMA

PRIMO GIORNO- 5 AGOSTO

Partenza dall’Italia con voli di linea. Notte in volo.

SECONDO GIORNO- 6 AGOSTO

Arrivo sull’isola di Bali. Cena libera e in nottata
volo di linea notturno per Jayapura.

TERZO GIORNO- 7 AGOSTO

Arrivo all’aeroporto Sentani di Jayapura al mattino presto e proseguimento con
un breve volo locale per Wamena. Arrivo a Wamena, nella Valle del fiume Baliem, accoglienza, trasferimento e sistemazione in resort. Pranzo al resort e nel pomeriggio visita del mercato locale. Rientro al resort, cena e pernottamento.

QUARTO E QUINTO GIORNO- 8/9 AGOSTO

Due intere giornate dedicate al Festival Tribale. Raggiungiamo il distretto di Kurulu, precisamenteil villaggio di Wosilimo, dove si tiene il Festival Tribale di
Wamena.
Il festival è uno degli eventi più spettacolari in Indonesia in cuile tribù si mostrano nei loro costumi tradizionali e mettono in scena feroci combattimenti tribali.
I visitatori che avranno la possibilità di assistere alFestival annuale nella leggendaria Valle Baliem, avranno il privilegio di vedere i diversi usi e costumi delle numerose tribù indigene.
Più di mille partecipanti di differenti tribù vestiti con costumi tipici, mettono in scena la guerra tribale, con lance e frecce. Si tratta di un anacronismo insolito da non perdere.
I Dani sono rimasti isolati dal mondo fino alla prima spedizione
storicanaturale guidata da un americano Richard Archbold, nel 1938. Da  allora
i Dani che vivevano all’epoca della pietra, hanno iniziato il loro processo di
modernizzazione lasciandosi dietro i culti animistici e il cannibalismo. Tuttavia
conservano ancora i loro usi e costumi che esibiscono durante il festival con
orgoglio.
Ogni sera, al termine delle esibizioni, si rientra al resort per la cena e il
pernottamento.

SESTO GIORNO- 10 AGOSTO

Al mattino presto trasferimento in aeroporto per imbarcarsi sul volo localeda Wamena per Yahokimo (Dekai). Arrivo a Dekai e visita del mercato locale, dovepoter effettuare gli ultimi acquisti utili prima di iniziare la spedizione. Pranzo inun ristorante locale e trasferimento al porto fluviale. Tramitelong boat motorizzate, e il rispettivo equipaggio, ridiscenderemo il fiume, fino a raggiungere l’insediamento di Patipi Dibawa. Qui si allestirà il campo in prossimità del fiume.

Cena, pernottamento in tenda.

SETTIMO GIORNO- 11 AGOSTO

Dopo la colazione si smonta il campo e si riprende la navigazione lungo il corso
del fiume Brazza,. Raggiungiamo il fiume Siret, pranzo al sacco e riprendiamo
la navigazione. Iniziamo l’avventura alla scoperta della terra dei Koroway. Si
raggiunge nel tardo pomeriggio l’insediamento di Mabul, che sarà la base
operativa e il punto di partenza per la penetrazione nel territorio dei Koroway.
Si monta il campo per la notte mentre lo staff allestisce la cucina e prepara la
cena.

DALL'OTTAVO ALL'UNDICESIMO GIORNO- 12/15 AGOSTO

Da oggi ha inizio il trekking tra i Koroway, addentrandosi nella foresta per
raggiungere l’insediamento della comunità che vive in mezzo alla giungla.
Pernottamenti in campo presso l’insediamento dei Koroway, dove sarà
possibile montare la tenda per terra oppure in una delle case sugli alberi. Tutti i
pasti vengono preparati dallo staff, i portatori trasportano i viveri e le
attrezzature. Alla fine del trekking si fa ritorno verso Mabul con arrivo previsto
nel pomeriggio. Cena e pernottamento in tenda a Mabul.

DODICESIMO GIORNO- 16 AGOSTO

Al mattino si lascia l’insediamento di Mabul per riprendere la navigazione lungo il fiume. si raggiunge l’insediamento di Binam Suator, per una sosta per i rifornimenti e per il pranzo. Dopo pranzo si riprende l’affascinante discesa fluviale fino al villaggio di Wowi. Si monta il campo. Cena e pernottamento al campo.

TREDICESIMO GIORNO- 17 AGOSTO

Al mattino, dopo colazione, si riprende la navigazione. Entreremo nella terra degli Asmat. I villaggi Asmat sono situati lungo le rive dei fiumi,uniche vie di comunicazione, e costituiti da lunghe case su palafitte. Dopo un’intera giornata sulla long boat si raggiunge il primo tipico insediamento degli Asmat, Kaimo. Il campo e la cucina verranno allestiti. Cena. Pernottamento in tenda.

QUATORDICESIMO GIORNO- 18 AGOSTO

Al mattino si risale sulle long boat per proseguire la navigazione. Sosta ad Amborep, centro rinomato per la sua forte tradizione della scultura, dov’è possibile acquistare pezzi di artigianato. Pranzo e subito dopo si riprende la discesa fluviale, continuando verso Warse, un grande villaggio Asmat che si raggiunge nel pomeriggio. Si monteranno le tende in una delle tre case degli uomini del villaggio, cena e pernottamento.

QUINDICESIMO GIORNO- 19 AGOSTO

Oggi si lascia la terra degli Asmat per raggiungere Agats. Sistemazione in hotel. Pranzo. Nel pomeriggio la visita al piccolo ma molto interessante museo dedicato alla cultura Asmat. Cena e pernottamento in hotel.

SEDICESIMO GIORNO- 20 AGOSTO

Dopo la prima colazione, trasferimento in barca fino a Timika. Arrivo a Timika e trasferimento in hotel.Cena e pernottamento in hotel.

DICIASSETTESIMO GIORNO- 21 AGOSTO

In mattinata, trasferimento in aeroporto in tempo per il volo che porterà a Bali. Arrivo a Bali e connessione con il volo di rientro in Italia.

DICIOTTESIMO GIORNO- 22AGOSTO

Arrivo in italia.

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INFORMAZIONI UTILI

CHI SONO I KOROVAI?

I Korowai o Koroway sono una piccola tribù di cacciatori che vive sugli alberi nella foresta della remota Papua Indonesiana. Tradizionalmente vivono in case costruite sulle cime degli alberi che possono raggiungere altezze fino a 50 metri. Una casa può ospitare una famiglia di circa 8-15 persone. Questo tipo di abitazione protegge le famiglie non solo dagli sciami di zanzare, ma tiene lontani anche gli spiriti maligni. I Korowai credono che l’universo sia pieno di spiriti. Particolare riverenza è rivolta agli spiriti degli antenati. Si crede che le donne anziane del clan abbiano la conoscenza della divinazione e della guarigione magica. Queste sono in grado di evocare gli spiriti ancestrali e riescono a prevedere eventi catastrofici. Secondo la tradizione Korowai, le anime dei morti viaggiano nel mondo sotterraneo e una volta raggiunta la destinazione, saranno accolte dai loro antenati. Dopo un certo periodo di tempo possono reincarnarsi in un bambino che sta per nascere nel clan. Il nucleo familiare è generalmente composto dal capofamiglia uomo, una o più mogli e i figli non sposati, circa 8-15 persone più gli animali domestici. Per sposarsi, gli uomini devono pagare una dote alla famiglia della sposa, quindi tendono a sposarsi relativamente tardi, intorno ai 20 anni, il tempo necessario per accumulare abbastanza risorse per pagare la dote. Le donne invece si sposano immediatamente dopo la prima mestrauzione. I Korowai non fanno uso di farmaci e le malattie vengono curate con le erbe, quindi il tasso di mortalità è molto alto. Generalmente non raggiungono i 50 anni di età e le malattie mortali sono malaria, tubercolosi, elefantiasi e anemia. Non avendo conoscenze mediche, ritengono che le morti misteriose siano da attribuire ai “khakhua” ovvero demoni che assumono la forma umana. Fino alla fine del 1970, quando gli antropologi hanno intrapreso le prime spedizioni in West Papua, i Korowai non erano a conoscenza dell’esistenza di altri popoli tranne che loro. Gli antropologi ritengono che la tribù abbia praticato cannibalismo, ma con l’esposizione al mondo esterno, abbiamo messo fine a questa pratica solo negli ultimi anni. Al giorno d’oggi i Korowai si nutrono di cinghiali, caprioli, sago e e banane. I Korowai hanno ucciso e mangiato i membri della loro tribù a causa dei demoni khakhua. Secondo la loro credenza, i demoni khakhua si insediavano nel clan mascherati da parenti o amici della vittima che uccidevano con una freccia magica nel petto. Quando le vittime non morivano all’istante, sussurravano ai parenti il nome del khakhua. Al quel punto il khakhua veniva catturato, ucciso e mangiato

CHI SONO GLI ASMAT?

Da sempre cacciatori e raccoglitori seminomadi, gli Asmat si muovono a piedi o su piroghe nel silenzio della densa foresta primaria in cerca di cibo, a caccia di selvaggina, pescando nei fiumi, raccogliendo i frutti della jungla e lavorando la farina ricavata dalle palme del sago, alimento base della maggior parte delle popolazioni del bassopiano. Gli Asmat si definiscono “Asmat-ow”, gli uomini veri, noi, in antitesi alle anime dei morti, agli altri spiriti e alle genti che vivono nelle vicinanze”. Un’altra interpretazione di questo nome è “Gente dell’Albero”, perché il loro mito delle origini vuole che essi siano stati scolpiti nel legno degli alberi e portati alla vita dal suono di un tamburo. Essi stessi amano paragonarsi agli alberi: i piedi sono radici, il torso è il tronco, le braccia sono i rami e la testa è il frutto dell’albero. Il mito delle origini narra che Fumeripits, il primo essere umano sulla terra, fu colui che creò il jeu: la casa cerimoniale degli uomini (luogo di incontro maschile dove sono discussi i problemi della comunità, si celebrano le cerimonie e si scolpisce il legno). Fumeripits trascorreva le sue giornate danzando sulla spiaggia, ma la solitudine lo portò alla malinconia. Decise di abbattere alcuni alberi, li scolpì in figure umane e li pose all’interno del jeu. Tuttavia la sua scontentezza permaneva, poiché le sculture erano inanimate. Allora svuotò il tronco di un albero, tese una pelle di lucertola sull’apertura e iniziò a suonare. Le figure umane presero vita e cominciarono a danzare. Per questo gli Asmat credono nella stretta relazione tra gli esseri umani e gli alberi e riconoscono il legno quale fonte di vita. In ricordo del loro creatore coltivano ancora oggi la forte tradizione della scultura di figure umane. La domanda essenziale per loro è come possono gli esseri umani inserirsi e sopravvivere nel mondo. Uomini, animali, piante – tutto ha un’anima ed è impregnato di spiritualità. Ciò che gli antropologi definiscono animismo primitivo: il cosmo come insieme di spiriti, ciascuno dotato di un suo specifico potere. Per mantenere ordine nel cosmo, gli Asmat placano gli spiriti degli antenati per mezzo di loro, con le celebrazioni e nel passato con le sortite di guerra, la caccia alle teste e il cannibalismo rituale. Il ciclo della caccia alle teste spiega il profondo bisogno di equilibrio degli Asmat. Gli spiriti dei guerrieri morti in una caccia non hanno accesso a Safan, il mondo delle anime, fino a che un ugual numero di persone non sono ucciso tra i nemici che hanno causato il disequilibrio. Le morti causate dalla magia nera richiedono la stessa risposta. Lo scopo ultimo, quindi, non è la vendetta bensì il ripristino dell’equilibrio.

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